CHIGNON, ELEGANZA SENZA TEMPO

CHIGNON, ELEGANZA SENZA TEMPO

Le giornate si accorciano, l’aria diventa sempre più fredda, si accendono le lucine che segnano l’inizio del periodo più magico dell’anno, quello del Natale.
Ripartono le occasioni di ritrovo e di festa, le cene aziendali, il party di fine anno si avvicina. Sei alla ricerca di un look impeccabile che ti faccia sentire a posto, in ordine ed elegante, che possa tenere la piega perfetta per ore o per l’intera giornata.
La tua scelta ricade su un classico intramontabile, multiforme, simbolo di perfezione ed eleganza: lo chignon. L’acconciatura per le occasioni speciali, declinata in diverse varianti duranti i matrimoni, i battesimi, ma anche per l’uso quotidiano, per tenere in ordine e fermi i capelli. La sua immagine evoca la scuola di danza dove le leggiadre ballerine di Dègas volteggiavano come ninfe, o l’aspetto delle eroine romantiche vittoriane, come Elisabeth Bennet, immortale protagonista di Orgoglio e Pregiudizio.

Ma qual è la storia dello chignon? Che origini ha avuto e come è diventato un simbolo che perpetua nel tempo?

A sorpresa, lo chignon ha origine antichissime che risalgono addirittura alle civiltà Mesopotamiche, e si trattava di una pettinatura tipicamente maschile.
Nell’antica Grecia, invece, erano le donne a sfoggiarlo in un semplice nodo basso, con dei gioielli o dei nastri, per esibire il proprio status sociale.
Le prime donne cristiane lo scelsero come simbolo di purezza e castità, portato con semplice devozione e senza orpelli. Un segno di riconoscimento.
In Cina era l’acconciatura tipica delle donne sposate, che raccoglievano i loro capelli lunghissimi, lisci come la seta, e li fermavano con splendidi fermagli in giada.
In Giappone era l’acconciatura dei samurai, che sistemavano i capelli raccolti in perfetto ordine sotto all’elmo, in modo che non dessero fastidio durante le battaglie.

Un grande ritorno dello chignon avviene in Europa, durante il diciottesimo secolo, assieme al Neoclassicismo e ai continui rimandi all’epoca classica.
La pettinatura diventa austera, sfoggiata da donne di alto rango, contornata da riccioli ai lati che venivano creati e scaldati con i primi ferri dell’epoca.
In quel momento, lo chignon diviene anche il simbolo delle ballerine e danzatrici, che rispecchiavano le mode dell’alta società. Da quell’epoca in poi, è la pettinatura delle ballerine. Ordinata, pulita, elegante, permette di volteggiare e muoversi liberamente senza che i capelli possano arrecare incomodo nelle acrobazie più spettacolari.

Hollywood rilancia lo chignon negli anni ’40 e ’50 con la versione “a banana”, acconciatura iconica di Rita Hayworth, Grace Kelly e l’inimitabile Audrey Hepburn.
Negli anni ’60 lo chignon si evolve, da acconciatura impeccabile e fissata con le forcine si trasforma in chic spettinato, disinvolto, portato dall’iconica Brigitte Bardot.

Durante i magici anni ’80 la material girl Madonna lo riporta in auge su una chioma frisè, fissato in alto, accostato a un look trasgressivo.

Negli anni ’90 e 2000 lo chignon cambia ancora, si divide in torchon, si trasforma in space bun alla Sailor Moon, si impreziosisce di accessori, fiocchi, spille.

Che sia impeccabile e adatto a una cerimonia o fresco e sbarazzino, lo chignon si è guadagnato un posto tra le acconciature più longeve della storia del capello.

E tu, quale chignon sfoggerai durante le feste?

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